Si è tenuta questa mattina a Trieste la conferenza stampa della 26° edizione di Trieste Science+Fiction Festival, la più importante manifestazione italiana dedicata a tutte le declinazioni del fantastico organizzata dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground, che inaugurerà martedì 3 novembre e proseguirà fino a domenica 8 novembre.
Alla conferenza sono intervenuti Chiara Barbo, Presidente di La Cappella Underground, Alan Jones, Direttore artistico del Trieste Science+Fiction Festival e Francesco Ruzzier, Direttore organizzativo del Trieste Science+Fiction Festival.

Per la sua 26° edizione Trieste Science+Fiction Festival porterà sul grande schermo del Politeama Rossetti e del Cinema Ariston il meglio della fantascienza internazionale con oltre 60 anteprime cinematografiche, insieme a un calendario ricco di appuntamenti tra cinema, letteratura, mostre, videogiochi e nuove tecnologie che si svolgeranno presso l’ormai iconico Sci-Fi Dome in Piazza della Borsa e la Sala Xenia.
Tra gli ospiti dell’edizione 2026 del Festival l’acclamato regista Paolo Strippoli, già autore di “L’estranea”, film designato dall’Italia per la corsa agli Oscar 2027, che presiederà la giuria del Premio Asteroide, il riconoscimento che ogni anno premia il miglior film di registi emergenti nei generi sci-fi, horror e fantasy. Domenica 8 novembre alle 17:00, presso lo spazio Sci-Fi Dome, il cineasta sarà protagonista della masterclass gratuita dal titolo “Nuovi incubi italiani”, un incontro dedicato al potenziale sovversivo del cinema horror e alla sua capacità di scardinare le convenzioni del panorama cinematografico nazionale.
Atteso a Trieste anche Mauro Repetto, co-fondatore e autore degli 883, che venerdì 6 novembre alle 18:30 presso la Sala Xenia presenterà in anteprima il suo primo romanzo sci-fi “Election Day 2067”, edito da Acheron, un avvincente thriller fantascientifico che intreccia politica, guerra, tecnologia e intelligenza artificiale, interrogandosi sul futuro della democrazia e sulla progressiva perdita dell’identità umana.
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