Trieste ha risposto con una partecipazione straordinaria allo sciopero generale del 30 ottobre. Secondo le stime di USB, diecimila persone hanno attraversato le vie del centro cittadino, dando vita a una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni e trasformando la giornata in una straordinaria dimostrazione di forza, partecipazione e coscienza collettiva.

Un corteo imponente, partito simbolicamente dal porto di Trieste, dove il lavoro produce ogni giorno una parte fondamentale della ricchezza della città, e arrivato nel suo cuore attraversando le strade del centro.

Una piazza viva, combattiva, attraversata da generazioni e condizioni sociali diverse, ma unite dalla stessa volontà di non rassegnarsi.

Tantissimi gli studenti, protagonisti di una mobilitazione che rivendica il diritto a un futuro fatto di istruzione, lavoro e pace, anziché guerra e militarizzazione. Insieme a loro i lavoratori delle aziende industriali in crisi, a partire da Electrolux, le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali, le tante realtà del mondo del lavoro e, naturalmente, i portuali triestini, ancora una volta protagonisti di una battaglia che unisce la difesa dei diritti sociali alla solidarietà internazionale.

Dal palco si sono alternate le voci di chi ogni giorno vive sulla propria pelle le conseguenze di salari insufficienti, precarietà, crisi industriali e servizi pubblici impoveriti.

Il messaggio arrivato oggi dalle strade di Trieste è chiarissimo: non è più accettabile che lavorare non basti per vivere dignitosamente. Mentre aumentano i prezzi della spesa, delle bollette, degli affitti e dei carburanti, il potere d’acquisto dei salari continua a ridursi. E mentre milioni di famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, il Governo sceglie di destinare risorse crescenti al riarmo anziché ai bisogni sociali.

È contro queste scelte che oggi si è scioperato. Per aumentare i salari, fermare il carovita, difendere l’occupazione, investire nella sanità, nella scuola e nei servizi pubblici. Per dire basta all’economia di guerra e sostenere il popolo palestinese.

La mobilitazione di Trieste si è intrecciata con la giornata internazionale di lotta dei lavoratori portuali, che oggi ha coinvolto porti di numerosi Paesi contro il traffico di armi e la militarizzazione delle infrastrutture.

Chi in questi giorni aveva raccontato soltanto una città impaurita, tra vetrine sbarrate e allarmi per l’ordine pubblico, oggi ha dovuto fare i conti con la realtà di migliaia di persone scese in strada per rivendicare un futuro diverso.

USB rivolge un enorme ringraziamento a tutte le lavoratrici, i lavoratori, gli studenti, le associazioni e le realtà sociali che hanno reso possibile questa giornata.

Oggi Trieste ha dimostrato che esiste una forza sociale enorme, capace di unire le lotte e riportare al centro del dibattito pubblico ciò che conta davvero: salari, lavoro, diritti, pace e dignità.

La giornata del 30 ottobre non rappresenta un punto di arrivo, ma una straordinaria base da cui proseguire la mobilitazione.