Tra i territori italiani con più edifici in classe A.
Bollette che salgono, un contesto internazionale che rende l’approvvigionamento energetico sempre più complesso e un patrimonio immobiliare che, nella sua parte più consistente, disperde energia perché vecchio e mai riqualificato. È l’intreccio che pesa oggi sulle famiglie italiane: perché il modo più diretto per ridurre i consumi, e quindi i costi, passa dallo stato degli edifici in cui viviamo. E la fotografia in Friuli-Venezia Giulia presenta luci e ombre: secondo l’elaborazione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti su base dati SIAPE, circa il 36% degli edifici residenziali per i quali nel 2025 è stato richiesto un attestato di prestazione energetica (APE) ricade nelle due classi peggiori, F e G – una quota tra le più contenute d’Italia – mentre il 13% appartiene alle classi A.
A smuovere qualcosa, negli ultimi anni, è stata soprattutto la stagione dei bonus edilizi, che secondo le recenti stime di Nomisma avrebbe permesso al Paese di raggiungere il 56% degli obiettivi 2030 previsti dalla Direttiva Case Green. Un risultato che però non basta: senza un piano di attuazione definito e un investimento costante di fondi, il percorso di riqualificazione rischia di fermarsi proprio mentre servirebbe accelerare. Gli incentivi fiscali hanno comunque messo in moto uno svecchiamento del patrimonio edilizio oggi più necessario che mai. Di riqualificazione edilizia e di efficientamento energetico si discuterà durante SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere per la sua sessantesima edizione, dal 7 al 10 ottobre 2026.
Certificazioni energetiche 2025: la fotografia dei dati SIAPE
Qual è veramente lo stato degli edifici residenziali? Secondo il sistema informativo sviluppato da ENEA, in Friuli-Venezia Giulia nel 2025 sono stati emessi 43.495 Attestati di Prestazione Energetica (APE). Guardando alla distribuzione per classe energetica, il quadro è tra i più equilibrati del Paese: le fasce meno efficienti pesano meno che altrove, con circa il 36% delle certificazioni nelle ultime classi F e G, pari rispettivamente al 17,5% e al 18,1% del totale. Le classi energetiche più elevate, dalla A1 alla A4, rappresentano invece complessivamente circa il 13% degli APE, con la sola A4 al 3,8%: tra i valori più alti a livello nazionale.
E nelle province, qual è la situazione? Nel 2025, le province con la maggiore incidenza di APE nelle classi A sono Pordenone (15%), Udine (14%), Trieste (11%) e Gorizia (10%). Sul fronte opposto, la maggiore incidenza di APE nelle classi energetiche F e G si registra a Gorizia (41%), Udine (39%), Pordenone (34%) e Trieste (30%).
“I dati SIAPE collocano il Friuli-Venezia Giulia tra i territori più avanti nel percorso di efficientamento, con una quota di edifici nelle classi peggiori più bassa della media nazionale e una presenza significativa di immobili in classe A. È un risultato che non va però letto come un traguardo: resta un ampio stock da riqualificare e un contesto – tra volatilità dei prezzi dell’energia e requisiti europei sempre più stringenti – che alza progressivamente l’asticella – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE. In questo scenario la filiera delle costruzioni ha un ruolo decisivo. La riqualificazione è quindi un investimento che genera un effetto domino su produttività, occupazione e valore degli immobili: servono però innovazione, tecnologie e competenze diffuse per renderla scalabile. È la ragione per cui SAIE si conferma il punto di incontro tra imprese, associazioni e professionisti: una sfida di questa portata, che tocca la struttura stessa del Paese, si affronta solo mettendo intorno allo stesso tavolo tutta la filiera.”
La sessantesima edizione di SAIE Bologna e le iniziative sui temi della sostenibilità
SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, organizzata da Senaf con il patrocinio e la collaborazione di ANCE, Federcostruzioni (solitamente mettiamo prima Federscotruzioni, poi ANCE) e delle principali associazioni e ordini professionali del comparto, torna a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026, per la sua sessantesima edizione. Quattro i settori espositivi – Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media – affiancati dai percorsi tematici dedicati a Sostenibilità, Infrastrutture, Persone al Centro e Innovazione. Diverse le iniziative incluse nel percorso Sostenibilità, tra queste spicca il Laboratorio Serramento e Posa in Opera, curato dal Consorzio LegnoLegno; la Piazza Sismica ISI, sulla progettazione antisismica, organizzata e gestita in collaborazione con ISI – Ingegneria Sismica Italiana e i suoi associati e la Piazza Impianti A.I.M.I. (Associazione Italiana Manutentori Installatori), che ospita mini-convegni sul mondo della termoidraulica e sull’integrazione tra edifici e impianti. Un ruolo centrale è poi affidato ai SAIE Lab| Live, che daranno continuità in fiera ai contenuti sviluppati durante le cinque tappe itineranti dei SAIE Lab 2026, trasformando esperienze, casi concreti e confronto con i territori in momenti di approfondimento a valenza nazionale. Tra questi saranno presenti in fiera l’Arena SAIE Lab Prevenzione sismica e Ricostruzione dedicata alla riduzione del rischio sismico, al consolidamento e alle tecniche di ricostruzione del patrimonio edilizio, e l’Arena SAIE Lab Comfort e Finiture in cui si approfondiranno i temi dell’efficienza e del comfort abitativo, oltre all’innovazione dei materiali e le soluzioni per edifici più sostenibili.
Il biglietto omaggio, valido per i professionisti del settore, e il catalogo espositori sono disponibili sul sito ufficiale www.saiebologna.it