Come dare un seguito al 2027 e fare dell’anno da Capitale italiana della Cultura un investimento per il futuro di Pordenone? È il tema dell’incontro pubblico che il Teatro Verdi di Pordenone ha proposto ieri, venerdì 6 novembre, a Palazzo Montereale Mantica, con la presentazione di una ricerca promossa dal Teatro e una tavola rotonda con protagonisti del mondo culturale ed economico.
Al centro dell’appuntamento «Oltre Pordenone 2027», è stata l’indagine commissionata dal Verdi per capire quale ruolo il teatro abbia oggi nella vita della città e quale possa assumere nei prossimi anni.
Per il presidente Giovanni Lessio, l’eredità del 2027 va preparata fin d’ora. Il Verdi, ha sottolineato, può mettere a disposizione la propria esperienza per fare incontrare chi produce cultura, chi amministra la città e chi fa impresa. Anche il sindaco Alessandro Basso ha ripreso il tema della continuità: l’obiettivo è costruire un rapporto stabile tra il mondo produttivo e quello culturale, coinvolgendo anche le scuole, perché il 2027 lasci ai giovani più ragioni per studiare, lavorare e restare a Pordenone.
Il ruolo del rapporto tra società civile, cultura e imprese è stato uno dei temi della tavola rotonda moderata da Paolo Possamai, storico e direttore editoriale del Gruppo Nem, sulla prospettiva della creazione di un ecosistema culturale come ricaduta dell’anno della Capitale. Presenti il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti, l’assessora alla Cultura di Torino Rosanna Purchia e la presidente del Museo Egizio di Torino Evelina Christillin. Da Agrusti l’invito a valorizzare le associazioni e le realtà culturali già attive sul territorio. Dall’esperienza torinese, anche quella delle Olimpiadi invernali 2006, uno spunto su come le collaborazioni nate attorno a un grande evento possano proseguire negli anni. E proprio dalle interviste della ricerca emerge la disponibilità delle imprese a partecipare più direttamente alla progettazione culturale.
Lo studio, «Il Teatro Verdi: oltre il palcoscenico», è stato illustrato dai ricercatori di Community Research&Analysis Irene Lovato Menin ed Edoardo Cian. Tra i 721 abbonati e spettatori che hanno risposto al questionario, il 99 per cento consiglierebbe di frequentare il Teatro e oltre sei su dieci lo seguono da più di dieci anni. I dati raccontano un legame consolidato con il pubblico. Per il futuro, l’indagine indica alcune priorità concrete: dare continuità agli appuntamenti estivi e all’aperto, lavorare con le altre realtà culturali e coinvolgere sempre di più le nuove generazioni giovani. È anche da queste richieste che il Verdi parte per definire il proprio contributo alla città dopo il 2027.